Pile alcaline nuova fonte per gli ev? La princetown University ci crede

E se le prossime auto elettriche andassero a pile alcaline? Qualche giorno fa il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha concesso un finanziamento di circa un milione di dollari alla Princeton University per lo sviluppo di pile alcaline (naturalmente ricaricabili) da usare nei veicoli elettrici.È poco noto il fatto che, in principio, le pile alcaline possano essere ricaricabili, seppur parzialmente, lentamente, per un numero limitato di cicli e a condizione di utilizzare un caricabatterie appositamente concepito (si deve fra l’altro tenere sotto controllo la temperatura durante la ricarica, per evitare surriscaldamenti, sviluppo di gas, rilascio di sostanze all’esterno e possibili esplosioni).Ciò che rende interessante percorrere questa strada per l’autotrazione è il costo inferiore rispetto alle batterie al litio solitamente usate. I materiali richiesti per fabbricare pile alcaline (fondamentalmente: biossido di manganese, zinco, idrossido di potassio) sono largamente disponibili e molto più economici del Litio.Fermi restando i requisiti sul caricabatterie da utilizzare, esistono pile alcaline progettate espressamente per essere ricaricabili; la loro formulazione chimica non differisce in modo sostanziale da quella delle alcaline “usa e getta”, ma il principale accorgimento tecnico è la loro costruzione accuratamente sigillata, così da escludere il rischio di rilasciare sostanze durante la ricarica.Se la ricarica avviene quando la batteria è solo leggermente scarica, sono possibili centinaia di cicli. La densità energetica è di poco inferiore a quella delle alcaline “non ricaricabili” e l’autoscarica a riposo è quasi trascurabile.La ricerca della Princeton si concentrerà quindi sul miglioramento delle proprietà non ancora soddisfacenti per utilizzo automobilistico: velocità di ricarica e numero di cicli sopportabili. La densità energetica (sia in rapporto al peso, sia specialmente rispetto al volume) è invece già a livelli paragonabili a quelli delle normali batterie al Litio.

FONTE: Green Start