Veicoli elettrici come priorità per l’unione energetica europea

ue I veicoli elettrici dovrebbe essere “una priorità” per la mobilità comunitaria. Così si è espressa la Commissione europea nel nuovo documento in discussione che delinea il progetto di unione energetica. La bozza di documento, consultata in anteprima dall’agenzia di stampa Reuters, chiede di assegnare una priorità alta all’elettrificazione dei trasporti, introducendo “una piena integrazione veicoli elettrici nelle politiche destinate alla mobilità urbana ed alle infrastrutture energetiche”.  Il testo considera che “schemi di supporto” al settore possano essere utili per consentire il raggiungimento dei target Ue in materia di cambiamento climatico. “Il nuovo indirizzo comunitario è in parte il frutto delle costanti pressioni di industria, compre le grandi società energetiche, e dei gruppi ambientalisti. A contribuire a questo rinnovato appeal verso l‘e-mobility c’è però anche il fallimento dei numerosi tentativi di aumentare la quota di biocarburanti nei trasporti, a seguito della prova scientifica che i biofuel di prima generazione non sono realmente in grado di tagliare le emissioni così come sperato.

Oggi il comparto dei trasporti europei rappresenta circa un terzo del consumo di carburante all’interno dei confini comunitari. Ridurre la dipendenza diventa pertanto fondamentale anche nell’ottica di voler ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati. Per i sostenitori dell’auto elettrica non c’è dubbio che questa sia la soluzione migliore per la decarbonizzazione del comparto, a patto ovviamente che l’elettricità sia prodotta da fonti rinnovabili. E sebbene siano diversi gli Stati membri a fornire incentivi fiscali per incoraggiare la diffusione dell’e-mobilty, la quota di mercato plug-in nelle auto private è ancora molto piccola. A segnare la strada sono per ora Paesi come la Norvegia dove la mobilità elettrica rappresenta già il 7% del mercato auto o la Francia che solo nel 2013 ha venduto ben 46mila vetture ibride e 9.100 elettriche. In Italia invece il segmento delle auto elettriche si muove ancora su cifre nell’ordine delle centinaia di esemplari.

FONTE: Rinnovabili.it

Oggi il comparto dei trasporti europei rappresenta circa un terzo del consumo di carburante all’interno dei confini comunitari. Ridurre la dipendenza diventa pertanto fondamentale anche nell’ottica di voler ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati. Per i sostenitori dell’auto elettrica non c’è dubbio che questa sia la soluzione migliore per la decarbonizzazione del comparto, a patto ovviamente che l’elettricità sia prodotta da fonti rinnovabili. E sebbene siano diversi gli Stati membri a fornire incentivi fiscali per incoraggiare la diffusione dell’e-mobilty, la quota di mercato plug-in nelle auto private è ancora molto piccola. A segnare la strada sono per ora Paesi come la Norvegia dove la mobilità elettrica rappresenta già il 7% del mercato auto o la Francia che solo nel 2013 ha venduto ben 46mila vetture ibride e 9.100 elettriche. In Italia invece il segmento delle auto elettriche si muove ancora su cifre nell’ordine delle centinaia di esemplari venduti